Scappare…

Si può amare un luogo, una sensazione, persino un’architettura, come si ama una donna ?. Si può amare la voglia di scappare, come si ama una follia, un progetto, un ideale. Ci si può innamorare di ciò che non si possiede perché si odia ciò che si ha ?. Gli architetti abbracciano sogni, inseguono desideri immateriali come tutti gli artisti; e li desiderano fino ad amarli pur senza raggiungerli. Sono la loro terra promessa, la loro destinazione virtuale. Ma sono artisti inconsueti perché hanno l’obbligo di dialogare con il reale, con la burocrazia, con la consistenza dei materiali e del territorio, con le leggi della fisica. Gli architetti sono artisti affaticati e testardi, guidati da immaginazione e lucida follia. Amano la voglia di viaggiare e quella di innamorarsi allo stesso modo. Affrontano la frustrazione con la forza di un tratto di matita, con la logica del “faremo”, “progetteremo”, “vedremo”. E scappano, continuamente scappano. Per natura scappano.

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