Secondo una ricerca condotta su oltre 10000 cantieri, il 25% dei muratori sostiene di aver rinunciato, per motivi “…che ora non ti sto qui a dire”, ad una splendida carriera da cantante. Secondi solo a quelli (il 32%) che avrebbero potuto in giocare in serie A “…se non mi fossi rotto il menisco“.
In tutti i cantieri edilizi c’è almeno un cantante ed è lui che stabilisce la colonna sonora, condizionando anche tutti gli altri. In genere è lo stesso che è dotato dello smartphone con gli altoparlanti più potenti, in modo da poterlo usare come radio. Se un architetto vuole stabilire un rapporto affiatato con le manovalanze è opportuno che si sintonizzi sul suo gusto musicale prima ancora che con tutti gli altri, che pure, magari di nascosto, cantano.
Ecco l’hit parade delle canzoni attualmente più cantate nei cantieri edilizi italiani (clicca sul titolo per ascoltare il brano).
Al 10° posto: “Felicità” – Albano e Romina Power. Questo brano del 1982 rappresenta ancora un grande classico dei cantieri edilizi, così come altri capisaldi degli stessi autori, come “Ci sarà“ e “Nostalgia canaglia”. L’esecuzione di “Felicità” manifesta un entusiasmo sempre fuori luogo. Per alcuni scienziati, dunque, il muratore cantante, sarebbe tecnicamente un incomprensibilmente felice ed il suo DNA andrebbe studiato. Per altri, invece, tutta questa euforia sarebbe solo la conseguenza della birra media con la quale accompagna il pranzo.
Al 9° posto: “Despacito” – Luis Fonsi. Il muratore cantante, spesso è anche un discreto ballerino, purtroppo l’attività danzante, per ovvi motivi, gli è negata nelle ore di lavoro. Tuttavia, durante alcune lavorazioni, gli è consentito il movimento di bacino, anzi a volte gli è persino di aiuto. Inoltre la lingua spagnola è idioma latino, quindi pressoché similare ad altre lingue madri del manovale come il campano, il siciliano e il pugliese. In ogni caso, negli ultimi 30 anni, cioè dalla Lambada in poi, il tormentone latino-americano è un immancabile ritornello di tutti i cantieri edilizi, soprattutto estivi. Secondo i manovali più esperti occorre evitare il repertorio latino-americano quando si è in equilibrio sui ponteggi.
All’8° posto: “Reginella” – Libero Bovio/Gaetano Lama. La canzone napoletana è un evergreen da cantiere. Per i muratori extracomunitari, ad esempio, rappresenta un repertorio già apprezzato, pure per gli italo-americani che però, in genere, non fanno i muratori ma i cuochi. Altri brani appartenenti al genere sono “O’marenariello”, “anema e core” e “o’surdat nnamurato”. Per momenti di grande esaltazione può tornare buona anche “Funiculì funiculà” che ha anche il grande pregio di poter essere eseguita solo strumentale, nella versione “fischiata”.
Al 7° posto: “Casa mia” – Ghali. La presenza del rapper milanese in questa hit parade, è la conferma che il cantiere edilizio non è esclusivamente un luogo per anziani. Il brano è spesso intonato da gruppetti di giovani che svolgono mansioni complementari, tipo il trasporto pesante, la stuccatura, la tinteggiatura o gli spostamenti in carriola. Quando parte il cantato rap, non è raro che i vecchi muratori guardino con ostilità il giovane cantante che, se educato, tace immediatamente. Altri rapper tipo Sferaebbasta, Capoplaza o Tony Effe sono ancora sconosciuti al cantiere edilizio, particolare che lo rivaluta, di molto, come contesto sociale.
Al 6° posto: “Mon amour” – Annalisa. Nell’immaginario erotico dei manovali , specie di quelli più giovani primeggia Elodie, tuttavia la cantante Annalisa ha prodotto un maggior numero di tormentoni e comunque occupa anche lei una grossa fetta di fantasie represse da interminabili giornate di lavoro. Naturalmente di Annalisa vanno fortissimo tutte le canzoni con le relative coreografie, a volte anche miscelate tra di loro.
Al 5° posto: “Ma non tutta la vita” – Ricchi e poveri. In genere di questi tempi questa posizione è sempre occupata dal brano uscito come tormentone dal festival di Sanremo. In questo caso è accompagnato da tutti i grandi successi dei Ricchi e Poveri, da “Sarà perché ti amo” a “Se m’innamoro” al grande classico “Mamma Maria”. I manovali più attempati rispolverano, talvolta, anche il grande classico “Che sarà”.
Al 4° posto: “Tu sei il mattino” – Lucio Corsi. Il muratore romantico, con problemi di cuore o, viceversa, molto innamorato, esterna i suoi sentimenti attraverso il canto di una canzone d’amore. In questo momento la canzone di Lucio Corsi rappresenta un’ottima soluzione. Alcuni muratori, più effeminati, spesso si lanciano sul repertorio della Pausini, altri lo evitano proprio per non essere accusati di scarsa virilità.
Al 3° posto: “Sapore di sale” – Gino Paoli. Quando il muratore cantante ha superato i sessantacinque anni, il suo repertorio raggiunge a stento la fine del XX secolo (considera Morandi “troppo moderno”) e la canzone estiva anni sessanta rappresenta il suo cavallo da battaglia. Tale canzone, specie da Maggio in poi, contribuisce a formare un’atmosfera gioviale sul cantiere, soprattutto in occasione di giorni pre-festivi o pre-ponti. Di solito il muratore cantante intona la canzone estiva subito prima o subito dopo aver discusso dell’argomento “ferie” con i suoi colleghi. Nella stessa categoria vanno incluse: “Stessa spiaggia stesso mare” (P. Focaccia) che si trova al 15° posto e “Luglio” (R. Del Turco) attualmente in 22esima posizione.
Al 2° posto: “Love me”- Vitas (al secolo Vitaly Vladasovich). Il più famoso cantante ucraino con il suo singolo più orecchiabile è diventato oramai una presenza fissa sui cantieri edilizi italiani, dove il 45% dei muratori sono di origine ucraina. Specie i pavimentisti, capaci nel tempo di un 33 giri, di posare fino a 30 metri quadrati di riggiole.
Al 1° posto: “L’ultima poesia” – Geolier. A sorpresa, ma solo apparentemente, in cima alla hit parade, troviamo il nuovo interprete della canzone napoletana. Il perché è da ricercare in tre motivi essenziali: 1) Il napoletano è ovunque (dal Trentino Alto Adige, alle isole Pelagie c’è sempre un napoletano almeno di origine), 2) Il napoletano canta sempre, 3) Il napoletano ha sempre lo smartphone più potente.
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